Nuovi adempimenti per accedere ai Bonus Transizione 4.0 e 5.0

A partire da fine maggio, le imprese che intendono beneficiare del credito d’imposta 4.0 e degli incentivi transizione 5.0 devono sottoporsi ad un controllo dei requisiti da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La Legge di conversione del DL 39/224 , che introduce nuove disposizioni in materia di agevolazioni fiscali e di Amministrazione finanziaria, è entrata in vigore il 28 maggio 2024. Da questa data, le imprese interessate al credito d’imposta 4.0 e agli incentivi Transizione 5.0 devono inviare una comunicazione preventiva al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, da confermare successivamente al completamento dell’investimento.
Quando inviare le comunicazioni
Le imprese devono inviare una prima comunicazione per gli acquisti di macchinari e software effettuati dal 30 marzo 2024, con l’indicazione dell’ammontare degli investimenti che si intendono effettuare, la ripartizione del credito negli anni e la relativa fruizione. Una seconda comunicazione deve essere inviata al completamento degli investimenti, inclusi quelli effettuati dal 1° gennaio al 30 marzo 2024.
Come inviare i moduli
I moduli predisposti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy vanno inviati esclusivamente tramite la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), in cui è presente una guida dettagliata per l’utilizzo del portale.
-Il primo modulo riguarda i crediti per l’acquisto o il leasing di beni strumentali 4.0, materiali o immateriali, e gli investimenti in beni strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.
-Il secondo modulo è riservato ai crediti per ricerca e innovazione, inclusi investimenti in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica.
Risparmi energetici e segnalazioni all’Agenzia delle Entrate
I nuovi crediti d’imposta, dal 35% al 45%, per l’acquisto di beni materiali ed immateriali che producono risparmi energetici, si applicano alle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025, termine ultimo per completare l’investimento e maturare il credito.
La segnalazione del GSE all’Agenzia delle Entrate dell’utilizzo, anche parziale, dei crediti d’imposta avverrà solo nei casi in cui l’agevolazione sia stata fruita in assenza dei relativi presupposti. Questa modifica corregge un errore nel provvedimento originario, che non specificava la necessità di un utilizzo indebito per far scattare la comunicazione al Fisco.
Proroga per la restituzione del Bonus Ricerca
È prevista, infine, una proroga al 31 ottobre 2024 per la restituzione volontaria, senza sanzioni e interessi, del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo indebitamente utilizzato. Nel caso in cui non sia stato effettuato il pagamento della prima o unica rata prevista, il termine per revocare l’adesione è posticipato al 30 settembre 2024.



