Bilancio di sostenibilità: principi e opportunità

Lo schema del Dlgs di recepimento della Direttiva CSRD è stato approvato in esame preliminare dal Governo il 10 giugno 2024. In Italia, le imprese soggette a rendicontazione sono circa 7.000

Mercoledì 19 giugno, presso la nostra sede di Udine si è svolto l’incontro dal titolo: “Bilancio di sostenibilità: principi e opportunità”, a cura del dottor Rolando Meotto, esperto dei processi di Sostenibilità ESG.


Nel corso dell’evento, i partecipanti hanno avuto anche l’opportunità di conoscere il nostro gruppo di lavoro specializzato nelle tematiche ESG (Environmental, Social, Governance).

Cosa prevede la Direttiva dell’Unione Europea

La Direttiva Europea 2022/2464, nota come CSRD, cioè Corporate Sustainability Reporting Directive, impone a tutte le grandi imprese e alle piccole e medie imprese quotate di redigere il bilancio comprensivo della “Rendicontazione di sostenibilità” che deve essere, inoltre, attestata da un revisore legale che abbia i requisiti previsti dalla direttiva stessa.

La Direttiva 2022/2464 ha modificato il regolamento (UE) n. 537/2014, la direttiva 2004/109/CE, la direttiva 2006/43/CE e la direttiva 2013/34/UE. Gli Stati membri dell’UE hanno avuto 18 mesi dalla pubblicazione della Direttiva per recepirne i contenuti nei propri ordinamenti (limite massimo: giugno 2024).

Che cosa si intende per rendicontazione di sostenibilità

La rendicontazione di sostenibilità consiste in “informazioni necessarie alla comprensione dell’impatto dell’impresa sulle questioni di sostenibilità, nonché informazioni necessarie alla comprensione del modo in cui le questioni di sostenibilità influiscono sull’andamento dell’impresa, sui suoi risultati e sulla sua situazione”.


Inoltre, la responsabilità delle imprese viene estesa alle modalità di fare business anche al di fuori del contesto aziendale, imponendo un obbligo informativo che copre l’intera catena del valore.

Obblighi per le grandi imprese a partire dal 2025

Secondo lo schema del Dlgs di recepimento della Direttiva CSRD, approvato in esame preliminare dal Governo il 10 giugno 2024, le prime a dover procedere con la nuova rendicontazione a partire dal 2025 sono le grandi imprese già vincolate alla dichiarazione di carattere non finanziario (imprese private non quotate che superano due di questi parametri: 250 dipendenti, 50 milioni di fatturato o 25 milioni di attivo), mentre dal 2027 sarà la volta delle piccole e medie imprese quotate e dal 2028 delle succursali delle società extra europee.

Con riguardo ai criteri per stabilire le dimensioni delle aziende, il decreto ha aggiornato la precedente bozza diffusa dal Ministero dell’Economia, adeguandola a quanto previsto dalla direttiva 2013/34/UE.